Jorge Ibargüengoitia, Las muertas (prima Le Morte, la Rosa 1979, poi Il caso delle donne morte, Einaudi 1989, ora Le morte Sellerio 2004)
Romanzo vero, nero, vivo. In questa storia tutto ha inizio da un fatto di cronaca nera realmente accaduto negli anni ’50: la morte di alcune donne che lavoravano in un bordello. Per ricostruirlo, l'autore avvia un paziente, artigianale gioco d'intarsio, i cui materiali compongono il possibile ordito di un mondo in frammenti. Anche se poi l’autore in una nota che fa de epigrafe al libro dichiara: “Alcuni fatti qui narrati sono reali. Tutti i personaggi sono immaginari”.
Incipit:
E’ possibile immaginarli: tutti e quattro portano occhiali scuri, l’Escalera guida curvo sul volante, accanto a lui c’è il Prode Nicolás che legge un giornaletto, sul sedile posteriore, la donna guarda dal finestrino e il capitano Bedoya dormicchia ciondolando il capo.
L’auto blu cobalto sale stracca su per il dosso del Perro. E’ una soleggiata mattina di gennaio. Non si vede una nuvola. Il fumo delle case galleggia sulla pianura. La strada è lunga, all’inizio dritta, ma passato il dosso serpeggia per la sierra di Güemes, tra i fichi d’India.
Storia del libro
Note sull’autore
Jorge Ibargüengoitia, nato a Guanajuato nel 1922 e morto nel 1983 in un incidente aereo, è stato autore di romanzi tra i più letti in Messico e tradotti in numerose lingue. Tra di essi: Ammazzate il leone, I cospiratori, Due delitti e I lampi di agosto.
“Gli scrittori si chiamano scrittori perché scrivono e devono continuare a scrivere per potersi chiamare scrittori. Sono come le galline, che devono fare un uovo ogni tanto per giustificare la propria esistenza. Inoltre ogni scrittore ha dei motivi secondari: c'è che scrive per denaro, che per vanità, chi perché crede di sapere qualche cosa che gli altri ignorano, chi perché vuole leggere un libro che non esiste. Il conferenziere dichiarò che i proventi dei suoi libri sono una miseria tale da non poter far gola nemmeno a un mendicante; che gli elogi ricevuti non sono nulla rispetto alle critiche, e che inoltre è stato elogiato per i suoi vizi più censurabili e censurato per le sue virtù più elogiabili, aggiunse che non aspira ad essere dichiarato Figlio Prediletto della sua città natale… o essere Membro Eletto dell'Accademia della Lingua. Questo esclude il denaro e la vanità. Ha quindi il conferenziere un'intenzione didattica? Il conferenziere è convinto di sapere molte cose che la maggior parte delle persone ignora, ma non vede l'utilità che ciò che lui sa lo vengano a sapere anche gli altri. Il conferenziere ha confessato che scrive un libro ogni qual volta desidera leggere un libro di Jorge Ibargüengoitia, che è il suo scrittore preferito. …”
dalla Introduzione a Le folgori d’agosto, Vallecchi Firenze 1973
giovedì 25 settembre 2008
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